"Brigitte Bardot è stata la prima a farsi fotografare in topless"
ho detto a Nella
Lei ha rimesso a posto la maglietta dicendo: "Ah, la prima"
niente altro
come motivo per venire ricordata le sembrava sufficiente
Nella ha 17 anni, è rumena.
"Di città" dice con orgoglio.
E' esile e ha un visino grazioso, da monello,gli occhi sono di un blu profondo,
le sopracciglia ben disegnate e nerissime sottolineano la sua espressione
a volte, ma raramente, imbronciata, quasi sempre ironica.
Vive con gli zii, una coppia di mezza età che si è stabilita qui in paese
da diversi anni e che ha aperto un negozio di abbigliamento per giovani.
Nella lavora in un bar da qualche mese, è sveglia ed è riuscita a guadagnarsi
la stima e la fiducia del titolare, benchè lei spesso sia impertinente anche
con lui "E' una ragazzina" diciamo tutti sorridendo.
Sì, è una ragazzina ed è stata proprio lei a darmi la misura di quanto veloce
passi il tempo, portandosi via ogni memoria di personaggi e di eventi.
L'altra sera indossava una T-shirt color prugna con disegni e numeri in giallo.
Non avevo fatto caso alla immagine riprodotta sul davanti della maglietta, ma
Nella chiese a tutti noi: "Chi è questa qui?" tendendo il tessuto per mostrarcela
bene e fummo solo in due a dire: "Ma è la Bardot, c'è anche scritto il nome!!"
"Sì, l'ho letto, ma chi è?" Quello che è accaduto dopo mi ha sconcertata.
Erano presenti persone che non avevano più di 40 anni, d'accordo, ma gli uomini
sono tifosi di calcio e io stavo canticchiando la canzone brasiliana che parla di Pelè
e della Brigitte Bardot, quella canzone che è stata un tormentone durato molti anni.
Ebbene, nessuno sapeva neppure chi fosse Pelè !! Solo quando in seguito ho nominato
Marylin Monroe c'è stato un coro: "Assì, l'attrice americana che andava a letto col
presidente e che poi è morta giovane!!"
Sic transit gloria mundi, però come transita velocemente!!
questo è il quadro che segna il passaggio di Umberto Boccioni
dal divisionismo al futurismo nel 1910 : Rissa in Galleria
ed è un divenire che mi regala l'occasione di sorridere, malgrado tutto

Umberto Boccioni: La città che sale 1910 - 1911
Nella Berlino sconfitta e distrutta, avvolta in un'atmosfera di incubo e di fame, un ragazzo tredicenne, Edmund, deve provvedere alle necessità della famiglia, composta del vecchio genitore ammalato, del fratello maggiore, già appartenente all'esercito, ed ora fuggiasco, e della sorella, che la sera frequenta gli ambienti militari alleati. Il piccolo Edmund, per istigazione del suo vecchio maestro, al quale si rivolge per aiuto, avvelena il padre: i deboli e gli inutili debbono essere eliminati perchè i più forti, i migliori si salvino. Preso dal rimorso e dal dubbio, ritorna per lumi dal maestro, che lo scaccia trattandolo da assassino. Abbandonato da tutti brancola per le vie distrutte della città, passa di fronte ad una chiesa, dalla quale, col dolce suono di un organo, si sprigiona una promessa di vita; ma tira avanti. Salito sul campanile, vede la sua casa, dalla quale stanno portando via il padre morto e, disperato, si getta nel vuoto

Germania anno zero e La terra trema: desolazione d'autore (1948)
"...realismo e' abbandonare l'individuo davanti alla macchina da presa e lasciarlo costruire lui stesso la propria storia. Dal primo giorno delle riprese mi metto alle spalle dei miei personaggi e lascio che la cinecamera gli corra dietro"
(Rossellini, 1948)